Cerchi una carne digeribile e saziante? Prova il tacchino

carne-di-tacchinoTra le carni dal più alto tasso di digeribilità e con un ricco valore nutritivo intrinseco c’è sicuramente il tacchino: prelibatezza che in America viene consumata in occasione del Thanksgiving Day ogni anno il quarto giovedì di novembre, per ringraziare del raccolto avuto nell’annata.

Anche in Europa, con quasi 1,75 milioni di tonnellate l’anno, è una delle carni che trova maggior successo nei consumatori finali.

Come tutte le carni bianche, anche il tacchino è ricco di proteine cosidetti nobili, in quanto essenziali per il corpo umano nel rinnovo dei tessuti e nella formazioni delle difese immunitarie e degli ormoni, oltre agli aminoacidi ramficati, di cui il nostro organismo necessita obbligatoriamente ma necessitano di esser introdotti con l’alimentazione , utilissime specialmente per gli sportivi nel metabolismo muscolare e nel processo di eliminazione delle tossine conseguenziali ad un duro lavoro atletico.

A chi consiglierei l’utilizzo di questa carne? La risposta è molto semplice ed immediata, ovvero a tutti! Infatti le carni bianche ed il tacchino in particolare sono delle carne morbidissime e dal gusto molto raffinato, quindi vengono facilmente utilizzate per alimentare sia bambini che anziani.

Inoltre hanno un grado di digeribilità superiore alla media , specie se cuinate nel modo più opportuno: a regalare questa caratteristica al tacchino è il minor diametro delle fibre di questo animale rispetto a bovini, suini e ovini, misurabile in 45-48 micron, quasi il 20% mediamente in meno rispetto a quelli sopra elencati.

La ridotta quantità di grassi inoltre fanno del tacchino, solo l’1.5% , riduce le calorie apportate al corpo, e risulta ideale per chi voglia controllare il proprio peso corporeo e ridurre il colesterolo. Inoltre garantisce quell’effetto di sazietà ideale per aver lo “stomaco pieno” e non esagerare a tavola, evitando il rischio di ingrassare, senza restare insoddisfatti del pranzo.

E’ credenza comune e popolare, che i tacchini allevati ora rispetto a quelli del passato, siano qualitativamente più scadenti, per via dell’alimentazione che hanno.

Ma è vera questa cosa o è semplicemete una convinzione errata della gente? Ovviamente si tratta di un’ errata diceria, in quanto legata a ciò che l’animale mangia: i progressi della zootecnica però, oltre ai continui controlli di qualità sugli allevamenti, ci spingono a respingere con forza questa tesi, anche prechè i tacchini, come i polli, vengono alimentati in maniera naturale a differenza magari di animali di grossa taglia a cui vengono somministrati anche ormoni.
Importante è la cottura del tacchino: tutte le proprietà elencate nell’articolo vengono mantenute soltanto se la carne viene cotta senza la pelle, magari prima bollita con un filo d’olio.

Diversamente se verrà cucinata con la pelle e tolta successivamente, il tacchino conserverà le qualità anche se una quota di grasso verrà assorbita in fase di cottura dalla carne. Insomma, dopo aver letto tutte queste caratteristiche, benefici e qualtà, non sarà il caso di riproporlo durante i pranzi domenicali con più assiduità?

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