Check compulsivo della mail? E’ causa di ansia e stress!

check-compulsivo-mailNe avevamo il sospetto, ma l’University of British Columbia ce ne ha dato la certezza con un recente studio: il web, con i suoi continui richiami, costituisce una fonte di ansia e stress.

Secondo i ricercatori, infatti, internet sarebbe la causa di diverse abitudini poco salutari, come per esempio la tendenza a controllare la casella mail in modo compulsivo.

Basandosi sull’analisi di un campione di 124 persone, diviso in due gruppi, è stato possibile valutare l’impatto del web sui comportamenti quotidiani degli utenti e i loro effetti sui livelli di stress percepiti.

La ricerca, svoltasi nell’arco di una settimana, ha coinvolto un primo gruppo di utenti, ai quali è stata limitata la possibilità di controllare la mail solo 3 volte al giorno, e un secondo gruppo di persone ai quali è stato concesso libero accesso alla casella.

Ogni partecipante, inoltre, ha risposto a test giornalieri rivolti a misurare i propri livelli di ansia.

Come spiegato dal Dott. Kostadin Kushlev, psicologo e autore della ricerca, i risultati parlano chiaro e mostrano un evidente nesso tra il controllo libero – che tende alla compulsività – della casella di posta elettronica, e la più salutare abitudine a controllare i messaggi in arrivo secondo scadenze temporali limitate.

La tentazione di fare accesso alla casella in ogni momento, unita alla sensazione di dover far fronte all’impegno costante di rispondere alle mail, sarebbero infatti in grado di alimentare sensazioni negative come ansia e stress.

La soluzione per non farsi sopraffare dal continuo richiamo del web, in particolare dall’abitudine di controllare la mail in qualunque momento della giornata, è – almeno in teoria – a portata di mano, e consisterebbe semplicemente nell’imporsi un limite massimo di accessi giornalieri alla casella.

Una soluzione, come sottolineano gli stessi ricercatori, più facile da intuire che da attuare.

Sembrerebbe, infatti, che molti dei partecipanti abbiano riscontrato una difficoltà maggiore del previsto nel precludersi di sbirciare le mail in arrivo per più di tre volte al giorno.

Anche in questo caso, quindi, internet sarebbe portatore di una malsana dipendenza, tanto diffusa quanto difficile da estirpare.

Intanto sembra che gli stessi organizzatori dello studio abbiano deciso di dare il buon esempio, modificando spontaneamente il loro rapporto con il web e impegnandosi per ridurre significativamente il tempo passato a controllare i messaggi elettronici.

Il suggerimento per un ritorno a comportamenti più salutari e meno stressanti potrebbe essere promosso, per prima cosa, nell’ambito degli ambienti di lavoro, dove lo stesso datore potrebbe incoraggiare al controllo della mail per blocchi temporali, abbandonando la pratica del monitoraggio continuo.

Meno mail, meno stress: ma quanti di voi saprebbero davvero abbandonare questa cattiva abitudine e resistere alla tentazione di sbirciare di continuo i messaggi in arrivo?

Fonte corriere.it

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