Ridurre il consumo di sale del 30%, lo dice l’OMS

troppo-sale-fa-maleOrmai è risaputo: il consumo eccessivo di sale alimentare è dannoso alla salute.

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che la riduzione del sale nelle pietanze previene e migliora le patologie a carico dell’apparato cardiovascolare come l’ipertensione, di cui infarti e incus, considerati tra le principali cause di morte nel mondo, ne sono la diretta conseguenza.
La buona salute, si sa, si conquista anche a tavola con una sana alimentazione.

Per questa ragione l’OMS, lo scorso 29 Settembre, in occasione della giornata mondiale del cuore, ha raccomandato di ridurre del 30% il consumo di sale, tanto nella dieta degli adulti, quanto in quella dei bambini.

L’educazione del gusto al consumo limitato di sale da cucina è importante anche per i più piccoli, poiché le cattive abitudini alimentari assunte durante l’infanzia tendono a protrarsi nell’età adulta, determinando la comparsa di fattori di rischio per la salute.
La dose giornaliera di sale che ciascuno dovrebbe assumere è pari a un cucchiaino da thè da 5 gr, un quantitativo da ridurre ulteriormente nel regime alimentare di bambini e ragazzi sotto i 15 anni. In media si consumano 10 gr al giorno di sale, una dose doppia rispetto a quella raccomandata.

Gli insaccati e i formaggi stagionati, come molti pasti già pronti, vanno assunti con moderazione perché sono alimenti ricchi di sale.
Questo non significa dover rinunciare al gusto di un cibo, anzi, spesso il salato copre il reale sapore degli alimenti. Per assaporare piatti gustosi, ma meno salati, è preferibile ricorrere all’uso di spezie previste anche dalla nostra dieta mediterranea.

Salvia, basilico, prezzemolo e rosmarino possono essere validi alleati in cucina per diminuire il consumo del sale, perché arricchiscono il sapore dei piatti senza danneggiare la salute.

Fonte corriere.it

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