Sindrome da selfie? Potresti avere un disturbo psicologico

sindrome-da-selfieDa ricerche effettuate presso l’Università dell’Ohio, se la prima e l’ultima azione che si compie ogni giorno è postare un selfie sui social network (Facebook e Instagram), si manifesta chiaramente una forte dote di narcisismo che in alcuni casi può anche divenire disturbo di natura psicologica.

Nel corso dell’analisi effettuata dai ricercatori sono stati presi in considerazione diversi fattori che accomunavano il campione (di natura prettamente maschile) oggetto di ricerca che è stato quindi sottoposto a due questionari: il primo era un’indagine relativa ai selfie, al loro numero di pubblicazioni, alle aspettative di risposta, alla frequenza di pubblicazione, il secondo invece verteva sul loro carattere, sull’autostima, sul narcisismo, sulla sfera personale, per poter tracciare una mappa dei loro comportamenti sociali e della natura psicologica che li caratterizza.

Analizzando i tratti del carattere e le abitudini quotidiane di un campione di 800 adulti è emersa una diretta proporzionalità tra narcisismo/autostima e numero di scatti pubblicati sui social network: un elevato numero di autoscatti pubblicati è una diretta conseguenza di una maggior percentuale di autocompiacimento della persona.

Questo risultato finale ha naturalmente aperto i battenti ad un vivace dibattito, perché è la prima volta che il tema viene trattato in maniera scientifica e non solo a livello di gossip o statistico.

I ricercatori però hanno dichiarato che una persona che “spara” in rete un numero elevato di selfie non necessariamente è da catalogare come psicopatico, ma in molti casi è una persona particolarmente narcisista con livelli di atteggiamenti antisociali più elevati dei normali membri della comunità.

Ma quali sono le caratteristiche che individuano una persona narcisista? In linea di massima il narcisista è una persona che mostra (o almeno prova a mostrare) di sè un’immagine più intelligente, più attraente e più realizzata degli altri; ma nella stragrande maggioranza dei casi altro non è che una persona fondamentalmente insicura che tenta di nascondere le sue debolezze.

Nel caso della psicopatia invece i risultati della ricerca indicano persone con carenza di empatia e mancanza di rispetto verso il mondo circostante (situazione assai più grave); questi atteggiamenti nel caso dei selfie si manifestano come volontà continua di immortalarsi e di rendere pubblica la propria immagine in un breve e ricorrente arco temporale.

Altro fenomeno che emerge navigando la rete è l’abitudine ormai consolidata di ritoccare i selfie prima di pubblicarli, anche qui lo studio ha appurato che coloro che maggiormente applicano questa tecnica sono i navigatori che hanno un livello di auto-oggettivazione più elevato; sono quelle persone che enfatizzano la propria persona a discapito dell’ambiente circostante.

Questo fenomeno ha un aspetto negativo che si manifesta come un elevato rischio di sviluppo nel tempo di fenomeni quali la depressione e/o i disturbi alimentari (soggetti principalmente coinvolti sono le donne).

Alla luce di quanto sopra riportato, che comunque va ricordato è uno studio effettuato da una Università dell’Ohio e pubblicato dalla prestigiosa rivista Personality and Individually Differences, molto interrogativi si pongono: dove si colloca la linea di demarcazione tra passione per il web, per la condivisione e il dare chiari segni di psicopatia? Chi tra noi ha le capacità e le conoscenza scientifiche per stabilire la differenza di comportamento? Dobbiamo continuare a postare le nostre esperienze o è necessario un profondo esame di coscienza?

Fonte lastampa.it

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